news

Perché non abbiamo raggiunto la sostenibilità

Cari soci, frequentatori, sostenitori, donatori, amici, follower di Infine Onlus, mettiamo oggi la parola “fine” alla nostra esperienza. L’associazione, nonostante il lavoro compiuto con costante attenzione alla qualità dell’assistenza offerta, nonostante gli investimenti fatti in comunicazione e raccolta fondi, nonostante il contributo di tanti volontari, non è in grado di sostenersi e proseguire il suo lavoro.

Sinteticamente queste sono le ragioni per cui non abbiamo raggiunto la sostenibilità:

 

I finanziamenti istituzionali. Non abbiamo avuto finanziamenti istituzionali, nonostante siano stati richiesti a Compagnia di San Paolo e ad altri enti, motivando in dettaglio come li avremmo impiegati. Le fondazioni di erogazione, dopo aver distribuito per decenni fondi a pioggia, si sono focalizzate sul finanziamento di nuovi progetti, impedendo così di vivere a quelle istituzioni che fanno un ottimo lavoro istituzionale, ma non hanno la forza (o non hanno ancora la forza) per sostenere da sole, con la raccolta fondi, la struttura indispensabile per lavorare.

I progetti. Abbiamo avuto finanziamenti per progetti che – ci era stato promesso – sarebbero stati reiterati, qualora avessimo aiutato il numero di famiglie concordato. In particolare, Fondazione Specchio dei Tempi ci aveva concesso, nel 2016, 64.000€ per un biennio. Con quel denaro (sapientemente amministrato), abbiamo aiutato più di 150 famiglie, modulando l’intervento a seconda delle esigenze di ciascuna. La spesa media è stata di 426 euro per famiglia, che sono davvero pochi se si considera il notevole supporto che è stato dato (volontari a domicilio, colloqui psicologici individuali, gruppi di sostegno, gruppi di stimolazione cognitiva, sostegno telefonico dedicato, sostegno al lutto). Nonostante Infine Onlus abbia raggiunto il numero promesso di famiglie aiutate con notevole anticipo, e studiato un modello di intervento unico, che molti oggi ci chiedono di imitare, i fondi non sono stati nuovamente concessi.

La stessa cosa è accaduta con Fondazione Magnetto, che ha concesso, nel 2016, 15.000€, con i quali sono stati fatti gruppi di sostegno per familiari, valutazioni neurodiagnostiche, stimolazione cognitiva per pazienti (presso l’ospedale di Rivoli) e sei caffè Alzheimer che hanno coinvolto circa cento famiglie in Val di Susa. Il finanziamento non è stato rinnovato.

La raccolta fondi. La raccolta fondi, benché in leggera costante crescita nel corso dei tre anni di vita dell’associazione, è stata ardua per la difficoltà del tema. La demenze fanno paura, e i potenziali donatori restano sovente potenziali, preferendo stare lontani dal pensiero di una così triste malattia. Non va meglio per il tema della morte, o del lutto. Inoltre, molto difficile è stato trovare aziende disponibili ad accoppiare il proprio nome a una malattia per la quale non esiste alcuna cura. Come è noto, in Italia non vi è una diffusa abitudine alla donazione, e nella nostra cultura il sentimento di solidarietà per chi soffre certo non è incentivato.

Gli investimenti fatti. Il CdA, in particolare il presidente e il tesoriere, hanno investito, e profuso per tre anni le proprie sostanze, contando sulla successiva solidarietà di istituzioni e privati, ma non possono permettersi di farlo più a lungo. Dopo tre anni, infatti, invece di una riduzione dell’impegno economico, ci siamo trovati di fronte all’esigenza di ampliarlo considerevolmente.

Per leggere il nostro modello di intervento clicca qui

Continua a seguire il pensiero di Infine Onlus, iscriviti al Blog


Condividi


Ultimi articoli