sostegno-lutto

Sostegno al lutto | Il nostro modello di intervento.

L’aumento dell’aspettativa di vita, il quasi totale azzeramento della mortalità infantile, la longevità originata dai progressi della medicina, della prevenzione, dell’igiene e della nutrizione, ci fa sovente incontrare la perdita solo nella seconda metà della vita. Si tratta di una nuova, felice condizione demografica e culturale, che ha reso immensamente più sorridenti gli abitanti dei paesi sviluppati.

Tuttavia, c’è un prezzo da pagare alla bambagia nella quale sono adagiate le nostre vite rispetto al passato, o rispetto ai paesi svantaggiati: lo spaesamento smisurato che coglie chi non ha la fortuna di essere tra i molti graziati dalla morte fino a tarda età; l’angoscia di chi si scontra, magari precocemente o improvvisamente, con la dura realtà della perdita. Psichiatri, psicoterapeuti, psicoanalisti segnalano l’aumento dei lutti bloccati, cronici, o patologici.

La cultura novecentesca ha progressivamente perso i rituali del lutto delle epoche precedenti, e ha visto diminuire il sostegno che proveniva agli individui dalle famiglie allargate e dalle piccole comunità: ma non ha elaborato nuovi strumenti da offrire a chi si trova a fronteggiare una perdita grave. Passato il momento del funerale, in cui la famiglia e gli amici fanno quadrato, ognuno torna alle proprie occupazioni, e chi resta con un grande dolore nel cuore deve cercare, in genere, di resistere, e di tornare alla quotidianità al più presto. Tutta l’organizzazione sociale sembra aspettarsi dalle persone un rapido superamento del lutto. Il che non è sempre possibile.

Il malessere frequente dei dolenti ha portato Infine Onlus a cercare risposte in grado di offrire nuove strategie di elaborazione. Anche in questo caso, abbiamo cercato di diversificare le risposte, offrendo più percorsi possibili per coloro che ci hanno chiesto aiuto. I percorsi non erano necessariamente alternativi, ma veniva suggerita una successione di interventi:

  1. Percorso di quattro incontri gratuiti di psicoterapia individuale, avviato grazie al volontariato della dottoressa Pierangela Peila: il percorso è stato orientato a sostenere l’integrità della persona nella fase critica, a identificare e gestire le emozioni provate e rafforzare le risorse proprie di ciascuno.
  2. Percorso psicoterapeutico di gruppo, condotto dalla dottoressa Adriana Pischedda: all’interno del gruppo terapeutico c’è stata la possibilità di alternare momenti di condivisione verbale ad altri di drammatizzazione di episodi, avvenimenti e sogni personali.
  3. Gruppi di Auto Mutuo Aiuto, con facilitatori formati da Infine Onlus, attivati e supervisionati dalla dottoressa Desirée Boschetti. Nel gruppo di Auto Mutuo Aiuto, il dolore, la nostalgia, ma anche il desiderio di tornare a vivere di ciascuno sono accolti, e ci si aiuta l’un l’altro per stare meglio. Si piange e si ride, si parla del passato, del presente e del futuro, la stima di sé aumenta e nascono nuove relazioni e amicizie.

 

Per sapere perché non abbiamo raggiunto la sostenibilità clicca qui

Continua a seguire il pensiero di Infine Onlus, iscriviti al Blog


Condividi


Ultimi articoli