La testimonianza di Gabriella

Il volontariato non è semplicemente un’ esperienza … È l’insieme di tante emozioni e stati d’animo. Entusiasmo, delusione, aspettative, paure, gioie, sorprese, interrogativi…

Non mi ricordo il preciso momento in cui ho deciso di fare volontariato, ma sono felice di averlo scelto.

Posso raccontare l’esperienza di circa un anno rileggendo alcuni passi delle relazioni che, quasi puntualmente, scrivo dopo gli incontri con Quinto e la sua famiglia.

La cosa che leggo tra le righe è il mio stupore nel constatare quanto l’Alzheimer sia totalitario, assuma il controllo di tutti gli aspetti della vita di una persona e della sua famiglia.

Leggo di una vita – quella di tutta la Famiglia – che è costretta ad una esistenza non sua.

Tutto gira intorno agli umori, ai bisogni, e alle crisi di Quinto. La vita di tutti è coinvolta nella malattia.

E ognuno reagisce a modo suo. Moglie, figlie, parenti e amici un giorno con rabbia, uno con rassegnazione, una volta con condiscendenza, una volta volendo fuggire..

Come entro io – volontario – in questo mondo? Non è facile, ma uno spiraglio c’ è sempre… e con pazienza invece che entrare.. “un pedi leva e l’autro metti “…gli cammino a fianco.

Mi piacerebbe portarvi con noi un pomeriggio; quando io e Quinto facciamo la nostra merenda, la nostra passeggiata tenendoci per mano, ci raccontiamo … (magari a monosillabi e non sense) le nostre paure, le nostre gioie, salutiamo chi non conosciamo, ridiamo per qualcosa che è solo nelle nostre teste… qualcosa che io vedo giallo e lui blu, vedreste che insieme, anche nelle giornate no, quando la rabbia vince su tutto, quando lo sconforto si siede accanto a noi, se condiviso, tutto trova un senso.

Fermare il mondo “normale” ed entrare nel mondo di Quinto che ha gli stessi problemi del mio. Lavoro, amori, affetti, spese, gioie, emozioni. Di altri tempi, di una vita passata ma che per lui è oggi.

Sapere che lui vive il momento, che è felice, soddisfatto nel chiedere, nel raccontare, parlare di tutto un po’, che non ha trascorso il pomeriggio seduto solo o passeggiando a parlare al vento, ma che ha parlato a qualcuno. E che qualcuno lo ha guardato negli occhi e veramente lo ha ascoltato e non semplicemente lasciato parlare.

E quel qualcuno, in quei pomeriggi, non è la moglie, non sono le figlie… sono io.

Sono partita all’inizio della mia esperienza, cittadina del mio mondo e ospite dell’altro. Ora sono cittadina di due mondi.

Davvero dare è più bello che ricevere? Anche quando è difficile? Anche quando ti sembra inutile?

Si, si, si!

Ecco il mio Si al volontariato è questo.

Dico Si anche dopo una giornata di lavoro, anche se ho la spesa da fare, anche se ho una montagna di cose da stirare…perché? Per Quinto. Oggi per Quinto e poi per chi verrà.

Per l’Altro.

We are Volontari!

Gabriella

Per avere maggiori informazioni modello di intervento di Infine Onlus clicca qui

Nella foto Gabriella e il Signor Quinto


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